Monthly Archives: maggio

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Non vengo da Bahia

New Videos 31 Mag 12 0

Il videoclip “Non vengo da Bahia” è stato realizzato con il sostegno di Puglia Sounds Recordings, promozione di nuove produzioni discografiche.

 

Non vengo da Bahia

Hot Albums 30 Mag 12 0

Filo conduttore dell’album il Sud del mondo, Africa, Brasile, la terronia e ancora piu’ a Sud del Sud. Il profondo Sud con la sua cultura, con le sue storie, con i suoi problemi e con la sua forza di reagire. Un caldo Sud, vivo, contaminato, conquistato e sottomesso, che si racconta con la sua musica. Gli Uducha’ evocano un canto di libertà e di speranza per tutto il nostro pianeta e in particolare per il Sud, il nostro Sud, il Sud del mondo.

L’album “Non vengo da Bahia” è l’interpretazione personale del gruppo dei popoli del Sud del mondo. Partendo dalla vecchia signora Africa madre di tutti i popoli, nel brano “Africa” si racconta di un lungo viaggio nel continente nero, “Lontanafrica” si ispira invece al noto mal d’Africa, per arrivare a Bahia in Brasile, famosa per la sua cultura musicale a cui il gruppo palesemente si ispira, raccontando con ironia le storie di tre personaggi grotteschi, ognuno con le sue problematiche. Il brano “L’aia nera” parla invece del Sud della nostra terra, raccontando l’amore tra persone umili, che dopo una giornata di lavoro nei campi festeggiano con musica e balli. Il brano ” Lo sfogo” assume un duplice significato, sfogo come eruzione cutanea e sfogo come esternazione di avvenimenti poco chiari, con citazioni di testi di famose canzoni italiane. L’album si conclude con il brano “Come se” assolo di chitarra e parte vocale che evoca un canto di libertà e di speranza per tutto il globo e in particolare per il Sud, il nostro Sud, il Sud del mondo.

La ballata del re

Hot Albums 18 Mag 12 0

Il comune denominatore dell’intero lavoro potrebbe essere il mix di rock e folk, ma il progetto “Ballata del re” ha l’umile ambizione di scavalcare certe dicotomie. Al rock folk di brani come “La vita di chi canta”, ”Natale sotto o’ lietto”,”Milù” o “Virush” risponde il “mood” cantautorale, che vuole strizzare l’occhio al pop più colto di canzoni come “Occhi dispersi e persi”,”Nei giorni del successo”, ”Maddalena” e ”La notte degli amanti”.

Ma l’obbiettivo più grande di questo album è quella di avere tra le mani un lavoro eterogeneo, in cui si fondono elementi apparentemente lontani come lo swing de “La ballata de lu re”, il sound balcanico di “Virush” o gli echi ”indie rock” di “Mai” , la vena mediterranea di ”Occhi dispersi e persi” e “Maddalena “ o gli accenni “Irish” de ”La notte degli amanti”. Nonostante il buon numero di strumenti e un sound spesso articolato, la scelta del disco si è costruita attorno al concetto di “live album”, conservando feedbacks e dinamiche asciutte, senza un eccessivo lavoro di editing. I testi si muovono in più direzioni ma figlie della vecchia scuola cantautorale italiana, senza clichè, senza estetismi forzati. E’ una scrittura esperta ma “di pancia” che passa dal disimpegno all’ironia, dalla paura del distacco alla crisi dei trent’anni.